Le impronte di Eva (Ensemble)
traduzione italiana di Stefano Gulmanelli

"Era lì che, per la prima volta, aveva sperimentato

la possente forza del vuoto geografico,

quel non-luogo in cui è possibile,

dicono i Boscimani, udire il canto delle stelle."

Zoe è una paleoantropologa afrikaner in un Sudafrica lacerato dalle divisioni etniche retaggio dell’apartheid. Ancora sconvolta dalla morte violenta del suo compagno, Zoe entra nel deserto del Kalahari in cerca delle tracce di un antenato comune per il genere umano. I suoi studi si intrecciano con la ricerca personale di sé e con la storia, carica di ombre, della sua famiglia e di un intero Paese. Religione e modernità, scienza e sciamanesimo, bellezze naturali e orrori di guerra s’incontrano e si affrontano alla luce delle impron- te fossili della prima femmina di Homo sapiens.

Screen Shot 2022-04-03 at 7.13_edited.png
Ari.jpg
743B7C6A-5FE3-42A9-B29C-E2EF5DE18361_1_105_c_edited.jpg

Arianna Dagnino (Genova, 1963) è scrittrice, giornalista, traduttrice letteraria e docente presso l’Università della Columbia Britannica a Vancouver. Ha collaborato con le maggiori testate giornalistiche  italiane («La Stampa», «Il Corriere della Sera», «Nova/Il Sole 24 Ore», «l’Espresso»). È autrice di articoli e libri sull’impatto della mobilità globale, dal punto di vista letterario e tecno-scientifico, tra cui: I nuovi nomadi (Castelvecchi), Uoma (Mursia), Il quintetto d’Istanbul (Ensemble) e l la raccolta di poesi Occhi di mare (Puntoacapo)